Tutto quello che serve sapere per selezionare figure IT

Tutto quello che serve sapere per selezionare figure IT

Cosa bisogna sapere prima di selezionare delle figure IT? I recruiter devono essere a conoscenza dei diversi ruoli che contrassegnano il mondo informatico? E quali tattiche possono adottare? Scoprilo nell’articolo.

Come selezionare le figure IT di cui la tua azienda ha bisogno? Su quali aspetti puntare? Si può parlare di recruiting nel settore informatico?
Queste – e tante altre – sono le domande che si pongono gli HR quando devono avviare una ricerca e selezione di informatici.
Figure tanto richieste che però non sono così presenti nel mercato. Ecco perché bisogna adottare alcune strategie e accortezze e soprattutto conoscere meglio i diversi ruoli.

SOMMARIO:

Pochi informatici in Italia: come trovarli

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Fare recruiting nel settore IT non è facile, per un motivo tra tutti: l’Italia vive una penuria di informatici.
Stando infatti a un articolo di Repubblica che riporta i dati di Unioncamere, sono delle vere e proprie perle rare: si parla di un mismatch tra domanda e offerta del 63% che arriva all’86% quando si cercano laureati con esperienza. Inoltre, il Belpaese è al 17esimo posto tra quelli dell’Unione Europea per numero di laureati in materie STEM, vale a dire Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Con questi presupposti viene da sé che iniziare un processo di recruiting in tal senso è piuttosto arduo pertanto sono necessarie delle accortezze e delle strategie diverse. Si tratta infatti di un mondo particolarmente specializzato, in continua mutazione e con delle “regole” e un linguaggio propri. 
Per avviare una selezione in tal senso, è bene che chi si occupa di ricerca e selezione conosca approfonditamente il settore informatico e sappia fare una distinzione tra i ruoli per capire, nella sua specificità, qual è la figura di cui l’azienda ha davvero bisogno.

Fatta questa premessa, cerchiamo di capire quali sono i ruoli più richiesti oggi nel mercato e di cosa si occupano.

Professionisti IT: chi sono? 

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Chi sono dunque i cosiddetti professionisti IT? Fanno parte di questo mondo sia figure più operative che chi ha ruoli essenzialmente di leadership. 
Per quel che riguarda l’area dei database, tra le figure che si occupano di organizzare enormi archivi di dati ci sono i Data Quality Manager, i Database Administrator e i Data Center Support Specialist. Professionisti che aiutano a conservare e organizzare i dati delle aziende e/o dei clienti. 

Per proteggere i dati e occuparsi della sicurezza informatica ci sono poi i Security Analyst, detti anche Security Specialist.

Nel mondo IT, non possono mancare gli sviluppatori come i System Architect, i Java Developer, i Software Engineer e così via.

Se guardiamo al web, tra chi si occupa di sviluppo ci sono i Front-end e i Back-end developer, i Webmaster e i Web Administrator. A loro spetta il compito di progettare, creare e gestire i siti web sia dell’azienda stessa che dei clienti. 

Senza dimenticare il mondo cloud che richiede professionisti sempre più specializzati come il Cloud Service Developer, il Cloud Architect, il Cloud System Administrator ecc…

Inoltre, il mondo informatico sta sempre più richiedendo anche figure di leadership che devono coordinare gli altri profili appena elencati. Si parla di CTO, ossia Chief Technology Officer, di CIO, Chief Information Officer, o IT Manager. Figure che si occupano di gestire i progetti e hanno un ruolo più manageriale e meno operativo. 

IT Recruiter interno o agenzia di selezione esterna?

E’ meglio affidarsi ad un recruiter interno (in house), oppure gestire la selezione tramite un’agenzia o un headhunter? Prima di dare una risposta, c’è da dire che per un HR, alla luce delle sfaccettature di questo mondo, avviare una ricerca e selezione nel settore informatico è particolarmente impegnativo.

Questo per diversi motivi: in primis, come dicevamo già, si tratta di figure molto ricercate nonché contese, pertanto la pressione è tanta. Inoltre, è richiesto un grado di conoscenza del mondo IT piuttosto alto. Sì, è vero che il primo colloquio è spesso conoscitivo, ma non parlare la stessa lingua di un Front-end developer o di un Cloud Architect, è qualcosa che sicuramente verrà fuori durante il colloquio e potrebbe inficiarne la buona riuscita.

Per fare una giusta valutazione, è importante considerare 3 variabili.

1. Tempo. E’ una delle più importanti: il 54% dei recruiter dichiara di perdere regolarmente dei candidati prima di aver pianificato tutti i colloqui – e per il settore IT questa variabile conta ancora di più.

Quindi bisogna chiedersi se si è organizzati in modo tale da mantenere i processi di recruiting fluidi, idealmente sotto alle 2 settimane quando il livello di interesse del candidato è al massimo. Parliamo di un tempo inferiore a quello richiesto per altre figure professionali, dove è normale un processo lungo anche 4-5 settimane.

2. Conoscenza del settore. Quando si seleziona una figura IT è fondamentale conoscere il loro settore e parlare la loro lingua. Per questo, è bene verificare a monte se il proprio HR/recruiter in azienda abbia le giuste competenze e precedente expertise nel settore. Altrimenti sarebbe meglio affidarsi ad uno specialista (magari specializzato verticalmente sulla tecnologia o gruppo di tecnologie cercate dall’azienda in quel momento).

3. Costi: spesso non è facile valutare i costi, comparando il costo interno (tempo uomo + budget di tecnologia e sponsorizzazioni) con la fee dell’agenzia (esplicita). E’ bene fare attentamente i conti e quantificare nel dettaglio il tempo richiesto per gestire la ricerca al 100% in house, misurando le precedenti selezioni così da avere un dato puntuale.

C’è un ulteriore elemento da considerare quando si valuta di esternalizzare la ricerca. Se ti affidi ad un’agenzia devi essere consapevole che non sarai il loro solo cliente. Se negozi troppo duramente la fee, l’agenzia si sentirà poco incentivata a lavorare con voi – piuttosto che con un altro cliente. Se hai 2 clienti che cercano la stessa figura, ed uno paga il 15% della RAL e l’altro il 25%, a chi presenteranno i candidati più interessanti?

Valutare complessivamente queste 3 variabili permette di capire – caso per caso – se è meglio gestire in house una ricerca, oppure se è meglio affidarla esternamente.

Buone pratiche per fare recruiting in ambito IT

A ogni modo per attrarre le giuste figure IT ci sono delle strategie e pratiche che gli HR possono mettere in campo. Vediamone qualcuna.

Presta attenzione a dove si trovano i candidati

Dove stanno gli informatici? Quali canali frequentano, quali piattaforme? Sicuramente molto quotato è LinkedIn, ma anche i gruppi Facebook e i canali Telegram sono da presidiare.
Agire così ti può aiutare a creare in primo luogo una relazione con le persone, a far conoscere l’azienda e a far capire meglio i vantaggi di lavorare al suo interno. 

Considera gli hackathon

Il mondo informatico ha poi i suoi luoghi o, per meglio dire, eventi specifici. Tra questi rientrano gli hackathon, parola che viene dalla crasi tra hack, ossia programmare velocemente, e thon, suffisso di maratona.
Si tratta infatti di un evento, di solito della durata di una giornata o un weekend, in cui i partecipanti – programmatori, sviluppatori, software designer ecc… – lavorano tutti insieme a un progetto che può essere la creazione di un’app, un software e così via, che deve essere finalizzato entro la fine dell’evento.

L’hackathon, di solito creato da un’azienda tech o da un’organizzazione ad hoc, è un’ottima occasione per conoscere talenti, fare networking e capire non solo le competenze tecniche di queste persone, ma anche come si comportano sotto pressione, se si trovano bene in squadra, come si auto-organizzano e così via. 

Offri reali opportunità di crescita e punta su un ambiente di lavoro attrattivo

Quando si cercano figure IT, non si tratta solo di fare recruiting nei confronti di chi ha particolare esperienza, ma anche di coltivare i talenti più giovani che sono interessati a crescere e allo stesso tempo al luogo in cui lavorano e ai valori che un’azienda porta avanti.
Ecco perché è importante rendere la proposta lavorativa il più convincente possibile mettendo in evidenza non solo i vantaggi e i benefici che il candidato avrà nell’accettarla, ma anche quali sono gli aspetti su cui l’impresa punta e in cosa si differenzia dalle altre. Insistere sull’importanza della formazione continua e sulle attività di tutor durante l’onboarding è un ottimo modo per attrarre i talenti IT. 

Utilizza un software ATS

Altro aspetto fondamentale è gestire la ricerca e selezione al meglio. E in questo un software ATS come In-recruiting può essere un ottimo supporto. Oltre a poter gestire in maniera centralizzata i CV, facilitando lo screening, ti permette di inviare feedback automatici al momento della ricezione di una candidatura o del colloquio.

Con In-recruiting, inoltre, anche il processo di ricerca viene agevolato: puoi usare filtri specifici, effettuare una ricerca booleana o semantica e salvarla per le selezioni future.
Sfruttando l’intelligenza artificiale, quindi, puoi rintracciare persone valide anche se nei loro CV non sono presenti i termini esatti utilizzati per effettuare la ricerca. Lavorando su sinonimi e parole semanticamente vicine alle keyword scelte dal recruiter, l’intelligenza artificiale amplia il dizionario a disposizione del selezionatore e facilita la ricerca di talenti.

Spesso, poi, chi lavora nell’IT è particolarmente impegnato quindi non ha molto tempo per spostarsi e sostenere un colloquio. Oppure si trova in una città lontana o all’estero. O ancora è un candidato passivo che può accettare di partecipare a un colloquio, ma in realtà non sta davvero cercando un altro impiego. In tutti questi casi, grazie a un ATS come In-recruiting e a Meetin, la piattaforma di videocolloqui live integrata nel software, potrai organizzare interviste a distanza e nell’orario più congeniale per i candidati.

Meetin poi aiuta a rendere la candidate experience davvero positiva: puoi comunicare con il candidato via chat e condividere presentazioni aziendali, documenti o video tramite il collegamento a YouTube. 

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