Selezione del personale: quali sono i periodi migliori per farla

Selezione del personale: quali sono i periodi migliori per farla

C’è l’esigenza di occupare una posizione vacante, da parte di un team arriva una richiesta ben specifica per un nuovo profilo oppure l’azienda ha deciso di puntare su nuove aree di business e ha la necessità di acquisire nuove competenze. Sono tutte situazioni, insieme a tante altre, in cui si può decidere di avviare una ricerca e selezione del personale per trovare la persona o le persone più adatte.

Ma al di là della mere esigenze aziendali c’è un momento giusto per avviare un’attività di recruitment? O meglio: ci sono dei periodi dell’anno che possiamo considerare più “proficui” e nei quali la risposta da parte dei candidati potrebbe essere più alta o più “appropriata”? Insomma: anche il recruiting vive di stagionalità? E questo come influisce sulle assunzioni?
In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande per aiutarti a individuare il momento migliore dell’anno per la tua ricerca e selezione.

Non tutti i mesi sono uguali per la selezione

In effetti, al di là delle esigenze che nascono “hic et nunc”, possiamo dire che ci sono dei periodi dell’anno più adatti di altri per la ricerca e selezione e questo vale sia per le aziende che ovviamente per i candidati.

Primo trimestre: da gennaio a marzo

Dividendo l’anno in trimestri o, come amano dire gli Inglesi, in quarter, il primo dell’anno, quello che va da gennaio a marzo, è sicuramente uno dei periodi migliori.

Diremo ancora più in dettaglio il perché nei prossimi paragrafi, ma intanto accenniamo che è tutto dovuto al fatto che i candidati a inizio anno vogliono mantenere i buoni propositi appena fatti. E questi hanno spesso a che fare con il “cambiare vita”, cosa che indubbiamente riguarda anche il lavoro.

C’è chi si guarda intorno perché vuole fare un salto di carriera, chi desidera guadagnare di più e non ha trovato risposte in merito nell’azienda in cui si trova. C’è poi chi ha acquisito nuove competenze tramite gli studi e vuole metterle in campo. O, ancora, c’è chi ha faticato tanto nell’anno precedente a mantenere il work-life balance e vuole puntare su un lavoro che gli/le permetta di dedicarsi alla vita privata.

Tutte queste motivazioni fanno sì che questo periodo sia l’ideale per cercare personale. E questo spesso porta anche a un aumento di posti vacanti. La richiesta è tanta, l’offerta si adegua e di conseguenza aumenta anche la concorrenza.
Pertanto questo trimestre è sì ideale, ma è anche molto “affollato”.

Secondo trimestre: da aprile a giugno

fare recruiting a gennaio


Dopo l’”exploit” del primo trimestre, il secondo, ossia il periodo tra aprile e giugno, vede una maggiore calma. Molti dei candidati che cercavano lavoro, l’hanno trovato e le stesse aziende hanno esaurito o ridotto il budget destinato alle nuove assunzioni.

Ciò non vuol dire che non si possano assumere persone durante questo periodo, anzi, ma che rispetto a quello precedente i candidati saranno meno “disponibili”.

Infatti c’è da considerare, specie per i mesi di maggio e giugno, che chi può programma le vacanze – e adesso con le riaperture delle zone gialle questa è un’esigenza ancora più sentita – e non tutti sono propensi a cercare lavoro in questo periodo. Chi infatti viene assunto a giugno, può pensare di dover saltare l’estate o di dover rinunciare alle ferie previste e magari può, piuttosto, scegliere di fare ricerca attiva in estate, e non a giugno.

Terzo trimestre: da luglio a settembre

I mesi estivi, a dispetto di quanto si creda, possono essere un ottimo periodo per assumere candidati e questo non solo nel settore del turismo e di altri lavori stagionali, ma in generale.

Agosto, per esempio, sembrerebbe un mese non adatto e invece è il momento in cui inizia per i candidati quasi una sorta di vigilia di Capodanno. Si tratta infatti del periodo dell’anno in cui si riaffacciano i nuovi propositi, alla luce del fatto che magari si è partiti per un viaggio e si sono fatte delle riflessioni sulla carriera. Il tutto per essere pronti a settembre.

Allo stesso modo molti laureati nella sessione estiva scelgono di prendersi una pausa dopo gli esami, prima di cercare di entrare nel mondo del lavoro alla fine dell’estate. Pertanto sì, non c’è grandissima richiesta di candidati ma quelli che ci sono, sono concentrati, focalizzati e più propensi a fare un colloquio. Inoltre, come diremo ancora meglio, c’è meno concorrenza.

Quarto trimestre: da ottobre a dicembre

L’autunno e l’inizio dell’inverno sono sì dei periodi piuttosto “convulsi”, ma questo non vale per tutto il trimestre. Considera che a dicembre molte aziende chiudono per le vacanze di Natale o vedono il loro personale andare in ferie pertanto non è sicuramente il momento migliore per avviare un iter di selezione.

Se si deve farlo in questo trimestre, sarebbe ideale iniziare a ottobre e finire entro la metà di novembre. Questo vale anche per i candidati: in molti approfittano delle vacanze di Natale per staccare la spina e magari fare un viaggio più lungo, pertanto c’è una richiesta inferiore che però, come dicevamo, aumenterà subito dopo nel mese di gennaio.

Vediamo ancora più nel dettaglio le specificità di questi due periodi dell’anno – gennaio e l’estate – e quali sono i reali vantaggi per un recruiter che avvia un processo di selezione.

I vantaggi di fare recruitment a gennaio

Che il momento sia favorevole lo abbiamo detto, ma quali sono in concreto i lati positivi di questo periodo e come influiscono su un processo di selezione?

I candidati sono più carichi e danno il meglio di se stessi

Come dicevamo: il primo mese dell’anno si ha voglia di ricominciare e mettersi in gioco. Inoltre, si viene dalle vacanze di Natale, trascorse tradizionalmente in famiglia, e questo porta probabilmente a voler dimostrare il proprio valore.

Il nuovo anno pertanto farà sì che le persone che selezionerai siano più propense al cambiamento e non cercheranno dunque di allungare il processo di recruitment, anzi cercheranno di andare dritti al sodo.

Si tratta di persone attive e proattive che sono alla ricerca di posizioni in linea con i loro interessi e obiettivi e, qualora siano dei candidati passivi, proprio perché l’inizio dell’anno coincide con un nuovo periodo, potrebbero comunque prendere più in considerazione la possibilità di cambiare lavoro.

Questo farà sì che il time to hire sia molto più ridotto così come il cost per hire. Ad accelerare il processo e a renderlo ancora più efficace, possono essere i software ATS come In-recruiting che consente di automatizzare alcuni processi e di dedicarsi con maggiore attenzione alle caratteristiche dei candidati e all’instaurare con loro una relazione.

Per le aziende è l’inizio dell’anno fiscale

Se a dicembre si corre per chiudere i bilanci, cercare di capire com’è andato l’anno e fare delle previsioni, a gennaio inizia un nuovo anno fiscale. Pertanto se del budget è stato destinato alle assunzioni, questo è il momento giusto per utilizzarlo. Le aziende sono così in una posizione migliore per finanziare il recruiting.

Inoltre, i candidati hanno già usufruito delle ferie di Natale pertanto non ci dovrebbe essere nessuna contrattazione relativa al periodo di inizio del lavoro né le aziende dovranno pagare bonus per ferie non godute o accordarsi con il lavoratore in tal senso. Certo, ovviamente, vale sempre il periodo di preavviso che una persona deve dare all’azienda dalla quale proviene, ma che ci siano delle ferie in mezzo potrebbe giocare a favore di tutti gli attori coinvolti.

Inoltre, in questo periodo – gennaio ma anche febbraio – molte aziende organizzano i loro kick off meeting in cui mostrano a dipendenti e collaboratori le prossime iniziative, gli obiettivi che si sono raggiunti nell’anno passato e quelli che si vogliono raggiungere in futuro.

Assumere qualcuno a inizio anno può non solo essere una boccata d’aria fresca, ma un modo per concretizzare delle dichiarazioni d’intenti. L’azienda sta dicendo che vuole puntare su certe competenze e nuove aree di business? Ecco che ha assunto tot persone che vengono presentate durante il kick off. Questa può essere un’iniezione di ottimismo anche per i dipendenti.

I vantaggi di fare recruitment in estate

recruiting in estate

Quello estivo è invece sempre considerato un periodo non molto proficuo per le assunzioni, ma come dicevamo: dipende.

Se è vero che durante la pausa estiva, in molti pensano al relax e a godersi le vacanze, è anche vero che avere più tempo per riflettere sulla propria vita e farlo quando si è lontani da scadenze e incombenze, può portare diversi talenti a valutare la propria carriera. O a rivalutarla.
Ecco perché potrebbe essere un periodo in cui intercettare candidati molto validi. Inoltre, la concorrenza è poca e organizzare un colloquio, anche in modalità video-colloquio, in un periodo in cui ci sono meno scadenze potrebbe essere più agevole oltre che più proficuo.

In conclusione sebbene alcuni periodi dell’anno possano sembrare più idonei ed efficaci di altri per fare ricerca e selezione, è altresì vero che le urgenze aziendali non pianificate sono dietro l’angolo, almeno tanto quanto l’esigenza di organizzare le assunzioni in chiave strategica (soprattutto per le aziende più strutturate). Da qui pensiamo che ideare una strategia di Talent Acquisition con la creazione di una vera e propria Talent Pool potrebbe essere un modo efficace per coprire ogni periodo dell’anno.

Gestire la ricerca e selezione del personale con In-recruiting

Tutto quanto abbiamo appena detto può essere gestito al meglio con In-recruiting, il software ATS che ti permette di migliorare l’iter di ricerca e selezione, dalla prima fase fino a quella conclusiva.

Grazie a In-recruiting, infatti, potrai centralizzare tutte le attività in un’unica piattaforma. Potrai per esempio creare la tua career page in modo facile e accessibile e pubblicare i tuoi annunci su più canali con un solo click, grazie al multiposting.

Direttamente dalla piattaforma, puoi condividere i tuoi annunci sui social e in questo modo non solo migliorare il tuo social recruiting, ma anche attirare i candidati passivi.

Ma non finisce mica qui: con il software ATS costruisci un database candidati centralizzato e fai lo screening dei CV in modo fluido e veloce. Inoltre, puoi tenere traccia dei candidati sulla Hiring Pipeline e pianificare i colloqui: ogni volta che ne vedrai uno, potrai catalogare le tue impressioni e quelle di altri colleghi nelle schede di valutazione che potrai consultare anche quando il processo si sarà concluso.

Con In-recruiting, puoi tenere sotto controllo tutte le attività del processo di ricerca e selezione. Grazie a statistiche e report, puoi prendere decisioni che si basano sull’evidenza dei dati riducendo così il time to hire e il time to fill.


Queste sono solo alcune delle caratteristiche di In-recruiting.
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