Cercare talenti in estate: 5 motivi per cui è il momento migliore per il recruiting

Cercare talenti in estate: 5 motivi per cui è il momento migliore per il recruiting

Avviare un iter di selezione in estate sì o no? È la stagione giusta, al di là del fatto che quest’anno è diversa dalle altre a causa delle pandemia?

Questi due quesiti, insieme a tanti altri strettamente collegati, si possono riproporre ogni anno nelle menti dei recruiter che non sono del tutto certi se sia il caso di assumere d’estate – indipendentemente dal fatto se il tipo di lavoro sia stagionale o meno – o se forse può dimostrarsi più proficuo rimandare tutto a settembre.

In questo articolo cercheremo di capire se l’estate è un buon periodo per le assunzioni (spoiler: lo è), il perché e come comportarsi rispetto alle altre stagioni. Oltre a capire se si tratta del momento più opportuno per puntare su candidati attivi o passivi.

Intanto c’è da dire che il luogo comune per cui sia il periodo peggiore è quasi del tutto da sfatare e questo riguarda grosso modo tutti i settori. Certo, ce ne sono alcuni in cui tale affermazione corrisponde maggiormente al vero, altri in cui potremmo dire “dipende”, ma la bella stagione ha tantissimi vantaggi che possono aiutare il recruiter a inserire persone di valore che abbiano tutte o quasi le caratteristiche ricercate per riempire una determinata vacancy.

E ciò dipende, in primis, dal fatto che l’estate è un periodo dell’anno in cui non ci sono grandi eventi e fiere di settore; ci sono poche gare a cui partecipare, pertanto c’è meno pressione, i ritmi sono molto più blandi e, anche se la mole di lavoro magari non è diminuita, si riesce ad affrontare tutto con maggiore rilassatezza, anche perché la stanchezza e la voglia di evadere giocano un ruolo non indifferente. Già per questo motivo, ossia il poter portare avanti un processo di recruitment con approccio più lento, ponderato, ma che vada anche più a fondo, l’estate potrebbe essere la stagione ideale per il recruiting.
Ma i motivi non si esauriscono certo qui.

5 motivi per assumere d’estate

Spesso un recruiter è in dubbio sull’avviare o meno un iter di selezione perché pensa che si debba concludere tutto prima che l’azienda chiuda per le 2 settimane di ferie o prima che lui stesso si dedichi all’agognato riposo. Al di là del fatto che si può anche progettare il processo in modo tale da arrivare a buon punto prima della pausa, per poi riprendere da dove si era lasciato, ci sono diversi motivi per cui una selezione durante i mesi più caldi può rivelarsi davvero proficua.
Vediamoli insieme.

1. C’è meno concorrenza e un annuncio di lavoro può andare ancora più a “segno”

Se è vero che molte aziende decidono di non avviare selezioni in estate – per tutte le perplessità cui abbiamo accennato prima – è anche vero che ciò potrebbe giocare a favore di chi invece lo fa e questo perché diminuisce la concorrenza da parte di aziende più blasonate, che hanno un employer branding più forte o che lavorano meglio con la comunicazione sui social media. Pertanto, il tuo annuncio sul sito, una career page ben sviluppata, il multiposting su varie bacheche di lavoro – magari fatto affidandosi a un software ATS come In-recruiting – potrebbero attirare molti più candidati di quanto avviene di solito e il viaggio della candidate persona essere molto meno arzigogolato di come sia di solito.

Così come potresti “concedere” alla tua selezione un periodo di tempo più lungo di quanto avvenga in altri mesi dell’anno in cui c’è l’urgenza di trovare il sostituto di un collega dimissionario o la risorsa in più per far partire un progetto con un nuovo cliente.

Se un annuncio resta in rete per più tempo, è molto probabile che venga intercettato da più persone e che così tu possa ricevere maggiori candidature. O anche candidature più adatte alla job position.

2. Settembre viene spesso considerato il vero inizio dell’anno

recruiting estate

Mettiti dalla parte del candidato: per molti l’estate è sì, il periodo delle vacanze, di grandi letture, di gite culturali, di mare, montagna, divertimento, ma è anche un momento in cui si ha più tempo e si fa il bilancio su come stanno andando le cose anche in vista di settembre che spesso è considerato il vero capodanno con tanto di buoni propositi. Ecco perché molti candidati attivi potrebbero essere ancora più attenti agli annunci e alle posizioni vacanti e i candidati passivi potrebbero essere molto più propensi ad ascoltare ciò che hai da offrire. Magari, in questo secondo caso, potresti incrociare il loro bisogno latente, ma non dichiarato neanche a loro stessi, di dare una svolta alla propria carriera.

3. Le persone hanno più tempo per candidarsi e partecipare ai colloqui

Se c’è meno pressione in azienda, c’è anche nella vita dei candidati che possono avere più tempo nelle settimane di ferie per candidarsi agli annunci, per cercarli, per essere più attivi sui social network. Tutto questo può essere positivo per il tuo iter di ricerca e selezione del personale: potresti avere maggiore facilità nel fissare un colloquio online o un’intervista al telefono così come potresti ricevere più candidature di quante te ne aspetteresti in questo periodo dell’anno.

4. I neo-laureati sono ancora più in cerca di opportunità

Molti studenti si laureano nella sessione estiva, tra giugno e luglio. Questo vuol dire che, una volta ottenuto l’agognato titolo, potrebbero guardare subito con attenzione al mercato del lavoro. Hanno da poco concluso il loro percorso quindi non sono ancora delusi da eventuali rifiuti, candidature cui non hanno ricevuto risposta, ma sono molto più energici e fiduciosi nel futuro. Se saprai intercettarli nel momento giusto e sui canali professionali sui quali si sono appena iscritti (LinkedIn, tanto per fare un esempio comune a molti neolaureati), potrai assicurarti un buon bacino di talenti da contattare.

5. Meno pressione sull’intero iter di selezione

Condurre una selezione in estate potrebbe giocare a vantaggio dell’azienda anche per organizzare l’iter al meglio. Se il primo colloquio spetta al recruiter e per questo è molto più facile da organizzare, quando si tratta del secondo o del terzo con il manager di riferimento o con l’eventuale direttore generale che vuole visionare tutti i potenziali candidati, potrebbe essere più difficile trovare degli slot liberi all’interno di agende molto fitte.

In estate, grazie a riunioni meno frequenti e a una minore pressione, potresti riuscire a gestire questa fase in modo più agile senza dover incastrare a forza gli impegni di tutti.

Dalle figure più ricercate in estate ai lavoratori stagionali

E se sono chiari i motivi per cui fare recruiting durante i mesi caldi, quali sono le figure più ricercate? L’estate 2020 si presenta un po’ diversa dalle altre e stando al recente rapporto di Unioncamere le figure professionali più richieste riguardano i settori del commercio e del turismo. In un momento in cui si cerca di accelerare la ripresa, sono richiesti in primis gli addetti alla ristorazione per poi passare al personale non qualificato nei servizi di pulizia e agli addetti alla vendite. Anche la GDO e il settore della logistica, dopo il boom del lockdown, continuano a ricercare nuove risorse da assumere in tempi ristretti.

Sono questi dunque i settori che fanno da traino anche se la pandemia da Coronavirus ha messo in evidenza come siano cruciali anche le figure che aiutano nella transizione digitale delle imprese visto che molte si sono trovate a usare strumenti e canali che prima o disconoscevano o utilizzavano poco.

L’estate è anche il periodo in cui si assumono lavoratori stagionali, quelli con contratto a termine, molto spesso necessari se non indispensabili nei momenti in cui diverse persone vanno in ferie.
Se quindi la tua azienda ha necessità di puntare sulle assunzioni estive e pertanto il tempo è poco per portare a termine tutto l’iter di selezione, bisogna puntare su alcuni aspetti importanti per incrociare le esigenze di chi cerca di fare esperienza per un breve tempo e chi cerca lavoro proprio in e per questo periodo dell’anno.

Un modo per rendere la tua azienda più attraente per chi cerca lavoro in estate e per l’estate può essere quello di puntare sui “referral” dei dipendenti. Cosa intendiamo? Si sa che chi lavora in azienda, sovente, è la persona più adatta per comunicare la cultura aziendale ma non solo: conosce le esigenze che si hanno. Pertanto offrire agli interni dei bonus per incoraggiare le persone che conoscono a candidarsi, potrebbe essere proficuo sia per accelerare il processo di assunzione, sia perchè avviene attraverso il ‘suggerimento’ di una persona di cui ci fidiamo.

Come recruiter, inoltre,  puoi agire in modo attivo nei confronti di chi ha lavorato nelle scorse estati contattandoli direttamente e proponendo, se percepisci che si sono trovati bene e hanno intenzione di tornare, un aumento rispetto all’anno scorso oltre a mostrare tutto quello che è successo durante la loro assenza. Se queste persone hanno già trovato lavoro e siete rimasti in ottimi rapporti, puoi provare a chiedere se hanno colleghi, conoscenti o amici da presentarti.

recruiting in estate

Altrettanto importante è semplificare l’iter di selezione visto che il tempo è poco e sei alla ricerca di lavoratori stagionali. Anziché puntare su colloqui individuali che richiedono maggior tempo, puoi puntare sui colloqui di gruppo in cui non devi per forza fare tutte le domande che avresti fatto vis à vis, ma in cui puoi capire ancor meglio come un aspirante candidato si comporta quando è a contatto con altre persone e se sa fare squadra, magari puntando su esercizi di role playing.

L’estate è il momento migliore per reclutare candidati passivi

In parte l’abbiamo accennato, ma sicuramente questo aspetto merita un approfondimento ulteriore, dal momento che la bella stagione si rivela perfetta per reclutare i candidati passivi, ossia quelli che non cercano apertamente lavoro. Difficilmente leggeranno il nostro annuncio o cercheranno informazioni sul sito aziendale. Ecco, dunque, qualche suggerimento su come comportarsi.

Cerca di instaurare una relazione

In un periodo in cui c’è minore pressione, potrebbe essere più facile contattare un candidato che non sta cercando lavoro, ma che ha più tempo per rispondere a un messaggio Inmail mandato su LinkedIn o a una mail.

L’estate è un periodo dell’anno in cui puoi giocartela sul tempismo e sulla possibilità di abbattere il muro di diffidenza iniziale per far capire al meglio cosa stai proponendo. Se saprai catturare l’attenzione della persona, dopo aver letto attentamente il curriculum e dopo aver valutato le sue competenze, interessi e professionalità, sicuramente avrai più chance di quanto potresti averne durante periodi dell’anno più inflazionati (Natale o inizio anno).

Inoltre, potresti puntare anche sull’instaurare un dialogo. Come? Contattando il candidato passivo per commentare ciò che ha postato, per proporgli delle letture che hai fatto, insomma per condividere valore e successivamente – tanto avrà comunque notato che sta parlando con un HR – chiarirgli il motivo del tuo interesse nei suoi confronti.

Trasforma l’estate in un vantaggio

Durante un qualsiasi periodo dell’anno, se un candidato passivo non sta cercando nuove opportunità, potrebbe essere meno propenso a incontrare un recruiter; o per la difficoltà a prendersi un permesso per il giorno indicatogli o perchè non può rinunciare alla sua pausa pranzo per fare il colloquio. L’estate, con i suoi tempi più blandi, potrebbe essere l’ideale per un processo di ricerca e selezione che si adatti ai ritmi dei candidati passivi e alle loro esigenze.

Il passaggio da un lavoro all’altro è più agevole in estate

recruiting in estate

Per i candidati passivi, spesso, il più grande ostacolo è il costo del passaggio da un lavoro all’altro, la cosiddetta job transition. Che non è da valutare solo in termini di denaro, con la “vecchia” azienda che potrebbe fare storie se non viene rispettato il periodo di preavviso, ma anche di energia e di tempo con tutto quello che potrebbe comportare a livello personale.

Se la tua azienda è più lontana da casa sua o deve addirittura trasferirsi in un’altra città, il candidato deve comunque fare i conti con una eventuale famiglia, con o senza i bambini. L’estate, però, gioca a favore perché i traslochi possono essere più facili da progettare – perché magari il partner del candidato è in ferie e i bambini sono dai nonni o passano le giornate nei centri estivi – e anche nel caso in cui il percorso da casa al lavoro aumenta, di solito in estate i mezzi pubblici sono meno frequentati pertanto più veloci e c’è anche meno traffico.

L’estate è indubbiamente un momento meno frenetico per “cambiare vita” e se, come recruiter, ti mostrerai disponibile ad aiutare il candidato passivo che hai deciso di assumere, avrai indubbiamente delle chance in più perché accetti cosa gli stai proponendo.

Infine, per gestire al meglio l’intero processo di ricerca e selezione estiva, potresti facilitarti la vita con un software ATS come In-recruiting che ti aiuta a conoscere fin da subito e in modo intuitivo il cluster di candidati con cui vieni in contatto e le figure che fanno al caso tuo.  Provalo gratuitamente per 14 giorni.

Sei ancora sicuro che non sia una stagione adatta per fare recruitment?