Le qualità di un Recruiter di successo

Le qualità di un Recruiter di successo

Ecco una verità: “chiunque può lavorare nel campo del recruiting, non è fisica nucleare”. Ma – anche se non si tratta di fisica nucleare – non tutti coloro che iniziano in questo campo riescono ad eccellere.

Durante la nostra carriera abbiamo visto molti recruiter e sourcer e, quelli che avevano successo nel settore, condividevano caratteristiche simili.

Ecco alcune qualità che non devono mancare ad un recruiter per avere impatto in azienda ed essere riconosciuto per i propri sforzi.

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Entusiasmo

L’entusiasmo è la “benzina” che ti aiuta a impiegare ore a risolvere un singolo problema, quando tutti gli altri hanno gettato la spugna. E – probabilmente lo sai benissimo – questo entusiasmo è davvero importante, specialmente quando sei alla ricerca di un candidato passivo quasi introvabile.

C’è un vecchio detto di Confucio che recita: “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno nella tua vita”. Senza entusiasmo, questo lavoro si trasforma in routine. Se vuoi essere un recruiter di successo, la prima cosa di cui hai bisogno è proprio l’entusiasmo.

Quando manca l’entusiasmo, questo lavoro diventa semplicemente un modo per pagare le bollette, un luogo dove vai ogni giorno per guadagnare del denaro. Ma non proverai mai l’eccitazione di scoprire qualche nuovo trucchetto o metodo che nessun altro conosce, o la sensazione di quando riesci finalmente a chiudere una selezione “impossibile” – o il piacere di confrontati con un altro recruiter su LinkedIn parlando del vostro lavoro. L’entusiasmo è l’energia generata quando ti focalizzi sulle cose che ti eccitano maggiormente.

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Curiosità

Samuel Johnson ha descritto la curiosità come “una delle caratteristiche più certe e sicure di un intelletto attivo.” I migliori recruiter sono estremamente curiosi. E’ chiaro dal numero di domande che fanno quando trovano un post interessante su LinkedIn, che sia di un recruiter o di un candidato, o da come cercano informazioni online e nei social network per aprire una conversazione tramite un’InMail con un candidato sconosciuto. Sono recruiter che sembrano genuinamente interessati ai candidati perchè rivolgono le loro (molte) domande in tono informale.

Vogliono capire come funzionano gli strumenti e le tattiche di recruiting, e come possono ridurle ai loro elementi essenziali per ricomporle in strategie più semplici ed efficaci.

La frase “Non è possibile” non è parte del loro vocabolario. Amano le sfide e sono continuamente alla ricerca di nuove strategie ed approcci. Sono sempre curiosi sui nuovi metodi, nuovi canali, nuove modalità per trovare, intercettare e coinvolgere i candidati. Hanno il gusto della sperimentazione e sanno come testare nuove variabili.

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Ascolto

Si dice che “Esiste una ragione se abbiamo due orecchie e una sola bocca: perché dovremmo ascoltare di più e parlare di meno”. Per quanto possa sembrare un clichè, è un principio che i migliori recruiter applicano. Non è sufficiente essere curiosi, bisogna ascoltare, e farlodavvero.

Uno dei vantaggi di parlare con i candidati faccia a faccia o tramite uno strumento video è che puoi ascoltare la loro comunicazione non verbale e osservare il loro linguaggio del corpo che crea un contesto attorno a quello che dice il candidato. Significa però che anche il candidato osserva gli stessi elementi, quindi quando fai un colloquio è sempre meglio lasciar andare ogni tensione e focalizzarsi completamente su di lui. Anche durante una semplice telefonata, ascolterai meglio se ti allontani dallo schermo del tuo computer e ti concentri completamente. Assicurati anche di mutare la tua email e le notifiche per dei colloqui in cui ascolti davvero.

Un recruiter che ascolta è consapevole anche che uno dei momenti chiave per chiudere una posizione è la prima riunione con l’hiring manager. Una riunione dove testare sia le proprie abilità di ascoltatore attivo che quelle dell’hiring manager (che spesso non sono a loro agio nei colloqui e necessitano di supporto per sviluppare le loro competenze d’ascolto).

💡 Approfondisci:

  • Gli strumenti di social listening ti permettono di capire con un click cosa dicono le persone sulla tua azienda, ma anche sui competitors, e questo può aiutarti ad interfacciarti meglio con i candidati. Il portale Marketing Land consiglia questi 6 come i migliori strumenti
  • Testa le tue capacità di ascolto con questo test online di Psychology Today
  • Verifica le tue capacità di lettura del linguaggio del corpo con quest’altro test

Creatività

Eraclito, il filosofo greco, una volta ha detto che “Il cambiamento è l’unica costante nella vita.” Questa citazione è perfettamente applicabile nel campo della Ricerca e Selezione. Ci sono così tante cose che cambiano ogni mese, e che cambiano ad una velocità incredibile. Un giorno stai usando Facebook Jobs, e il giorno successivo non funziona più perchè Facebook ha deciso di interrompere il servizio in Europa. Un giorno scopri il modo per trovare candidati passivi senza la licenza di LinkedIn recruiter, ed il mese successivo LinkedIn o Google cambiano i propri algoritmi – e diventa impossibile.

Questi sono solo due esempi di come lo scenario cambi velocemente. Ecco perchè la flessibilità e la tua abilità di reagire creativamente a questi cambiamenti sono due qualità chiave che dovresti sviluppare. Il mondo del recruitment sta cambiando in modo veloce, e dobbiamo essere flessibili e pronti ad adattarci.

Ricorda: un buon recruiter dovrebbe sempre cercare e identificare opportunità dove gli altri non stanno guardando – in modi che questi neppure riescono ad immaginare.

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Esperto di Tecnologia

I migliori recruiter ed headhunter che conosciamo sono anche degli early adopter di nuove tecnologie, e molti di questi sono davvero appassionati e sanno come utilizzarla al meglio. Del resto il mondo del recruiting e dell’HR è pieno di tecnologia ed automation.

Senza almeno una comprensione basica di come le principali applicazioni e software funzionano e di come utilizzarli, è facile perdersi. Non sapere come ottenere il massimo dagli strumenti che si utilizzano può avere un profondo impatto sulla tua produttività.

E anche se hai i migliori strumenti sul mercato, “uno strumento è efficace quanto è efficace la persona che lo controlla.”

Con tutte le tecnologie che hai a disposizione non devi mai dimenticare di comportanti come una persona che parla con altre persone. Il tocco umano è fondamentale. Nessuno vuole rispondere ad un’email di qualcuno che scrive come se fosse un robot. E attenzione: se non personalizzi le comunicazioni automatizzate che escono dal tuo ATS, rischi davvero di sembrare un robot.

La sfida per un recruiter è proprio capire come combinare la tecnologia con il tocco umano.

I recruiter sono le prime persone che un candidato incontra nell’azienda. Essendo la prima porta attraverso la quale passa il candidato, è importante che un recruiter capisca che ha l’onere di influenzare l’aspettativa che i candidati si creano rispetto all’azienda.

Devi anche considerare il gruppo di persone con le quali comunichi. Se il recruiter non è un esperto di tecnologia, può indirettamente comunicare che l’azienda non è un’azienda digitale, e come risultato, questo può rendere poco attraente l’azienda per i millennials. E questo può rappresentare un grosso problema per un’organizzazione che prova ad attrarre giovani all’interno della propria forza lavoro.

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Determinazione e Persistenza

Quando gli altri dicono “Non ci sono candidati con questo skillset,” i migliori recruiter provano sempre a trovare quel candidato nascosto. Per un selezionatore essere determinati significa che hai bisogno di continuare a provare, ancora e ancora. Con ogni tentativo, sarai un centimetro più vicino al candidato ideale.

E questo vale quando costruisci una stringa booleana per cercare il candidato nel tuo ATS o su LinkedIn. Prova. Chiediti perchè non funziona. Riprova. Cambia metodo. Riprova.

Fai lo stesso con i tuoi annunci di lavoro che pubblichi sui diversi portali. Non accontentarti dei primi candidati che arrivano. Cambia titolo, cambia job description. Testa (in modalità A/B testing) e migliora i tuoi risultati.

In ogni caso, non stiamo dicendo di ripetere la stessa identica azione, ma di continuare a provare in modi sempre leggermente differenti. Nelle parole di Bill Bradley: “L’ambizione è la strada del successo. La persistenza è il mezzo con cui arrivare”.

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Buona organizzazione

Decine di email ogni giorno, documenti e CV ovunque sono il pane quotidiano del recruiter. I migliori professionisti però si distinguono perchè trovano dei modi intelligenti per mettere ordine e migliorare la propria efficienza. E’ facile che le cose, se lasciate a se stesse, diventino confusionarie, ma un buon selezionatore sa scegliere gli strumenti e applicare i principi per semplificare la propria vita, senza andare in burnout.

Alcuni utilizzano il principio di rispondere alle email entro 24 ore. Altri scelgono di gestire l’attività più impegnativa all’inizio della giornata. Altri ancora centralizzano tutti i propri processi con ATS come In-recruiting – in modo da collaborare con tutto il proprio recruiting team in modo ordinato.

Quale che sia il tuo metodo, è sempre utile partire dalla consapevolezza, e questa si raggiunge fermandosi – perchè nel flusso veloce delle attività è impossibile capire cosa funziona e cosa non funziona nel tuo recruiting.

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Jacopo Boscolo

Responsabile dell’Academy di In-recruiting. Mi definisco “un marketer prestato alla Talent acquisition” a causa del mio background che unisce il campo del recruiting alle più avanzate strategie di marketing. Credo che il futuro del recruiting sia la Candidate experience.

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